Tutela del dipendente che effettua segnalazioni di illecito (c.d. whistleblower)

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Tutela del dipendente che effettua segnalazioni di illecito (c.d. whistleblower)

L’art 11 del Codice di Comportamento adottato con deliberazione G.C. n. 143/2013, prevede che il dipendente che segnala un illecito sia tutelato secondo quanto previsto dell’art. 54 bis del D. L.vo 165/2001, inserito dalla legge 190/2012. In particolare, il dipendente che denuncia al proprio superiore gerarchico o all’autorità giudiziaria condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto a misure discriminatorie.

Tre sono i principi posti dalla disciplina:

- Tutela dell’anonimato

- Divieto di discriminazione nei confronti del whistleblower

- Sottrazione della denuncia al diritto di accesso ex L. 241/90.

La tutela del dipendente che segnala illeciti incontra ovviamente il limite rappresentato dai casi in cui la denuncia o la segnalazione integri i reati di calunnia o di diffamazione (con i connessi profili risarcitori).

Nell'ambito del procedimento disciplinare, l'identità del segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione.

Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.

L'adozione di misure discriminatorie (e cioè, come precisato nel PNA, le azioni disciplinari ingiustificate, le molestie sul luogo di lavoro ed ogni altra forma di ritorsione che determini condizioni di lavoro intollerabili) è segnalata al Dipartimento della funzione pubblica, per i provvedimenti di competenza, dall'interessato o dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell'amministrazione.

La denuncia è sottratta al diritto di accesso previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e dall’art. 10 D.Lgs.267/2000.

II comune di Cecina nel Codice di Comportamento, adottato con deliberazione GC n. 184/2013, all'art. 11 ha previsto espressamente misure per la tutela del dipendente che segnala abusi.

II dipendente che segnala abusi può rivolgersi direttamente al Responsabile dell'anticorruzione o all'UPD, che assumono le idonee iniziative. E' garantita la tutela dell'identità del segnalante.

Per maggior tutela del dipendente che segnala gli abusi in fase di aggiornamento del piano 2016 è stato ritenuto opportuno prevedere l’istituzione di una casella mail dedicata:  segnalazioneabusi@comune.cecina.li.it

La casella ha come destinatario unico il segretario, responsabile dell’anticorruzione, e l’ufficio di supporto all’applicazione del PTPC e non è accessibile da altri canali. Il RAC al ricevimento della segnalazione provvederà ad effettuare le verifiche interne, notiziando il responsabile dei procedimenti disciplinari. In sede di procedimento disciplinare l’identità del segnalante potrà essere rivelata all’autorità disciplinare e all’incolpato solo nei seguenti casi:

- Consenso del segnalante

- Contestazione di addebito disciplinare fondata esclusivamente sulla segnalazione

- L’identità è assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato

Il Responsabile Anticorruzione e l’U.P.D., ricevuta la segnalazione, assumono le adeguate iniziative a seconda del caso; resta ferma la competenza del responsabile del procedimento disciplinare; l’U.P.D. procede, inoltre, ove si ravvisi un conflitto in capo a tale responsabile.

Nei casi più gravi, l’Amministrazione può valutare il trasferimento per incompatibilità ambientale dei soggetti interessati, ma nel caso del denunciante solo con il consenso del medesimo.

Quale alternativa alla segnalazione all’ente di appartenenza, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha chiarito di essere competente a ricevere direttamente (ai sensi dell’art. 1, comma 51 della legge 6 novembre 2012, n. 190 e dell’art. 19, comma 5 della legge 11 agosto 2014, 114) le segnalazioni di illeciti di cui il pubblico dipendente sia venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro.

E’ dunque possibile rivolgersi direttamente all’Autorità, attraverso un protocollo riservato appositamente istituito (in gergo whistleblower), a tutela del pubblico dipendente. Anche in tal caso  saranno assicurati la riservatezza sull’identità del segnalante. Le segnalazioni potranno essere inviate all’indirizzo email  whistleblowing@anticorruzione.it

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Data di rimozione del documento dalla visione pubblica: 01/01/2022